Reso obbligatorio nell'Unione Europea a partire dal 2027, quali sfide devono affrontare le aziende nell'implementare un passaporto digitale dei prodotti che rispetti i requisiti normativi e supporti la transizione verso un'industria della moda più responsabile ed economicamente efficiente?
Abbiamo incontrato i nostri due di soluzioni e-SCM insieme ai membri della Cattedra BALI – Biarritz Active Lifestyle Industry per la tavola rotonda: Il passaporto digitale dei prodotti: problematiche normative e sfide di implementazione.
Pantxika Ospital, consulente con dottorato di ricerca in e-SCM, ha illustrato i vantaggi del Passaporto Digitale del Prodotto, in particolare nel settore tessile e della moda. La tracciabilità nelle catene di approvvigionamento è essenziale per monitorare il ciclo di vita del prodotto e consente ai marchi di orientarsi verso una produzione agile e sostenibile.
Patrick Bourg, Direttore delle Operazioni di e-SCM, ha avuto l'opportunità di moderare questa tavola rotonda!
Maurine Poirier, ingegnere responsabile dell'etichettatura ambientale pressoDEME:
“Il passaporto digitale del prodotto è qualcosa che i consumatori si aspettano davvero. Mostrare questo punteggio ci permette di entrare in contatto con i clienti e dimostrare maggiore trasparenza. È un vero e proprio strumento di ecodesign che combatte il greenwashing, in linea con la legge sul fast fashion. È fondamentale che le aziende adottino questo strumento per progettare al meglio i propri prodotti e anticipare le future normative del 2025.”
Yohann Petiot, Amministratore Delegato di Alliance du Commerce
: “Il passaporto digitale del prodotto è imprescindibile: è una leva di cambiamento per le imprese e un fondamento per la trasformazione. Offre un vantaggio economico alle aziende. Oggi, la sfida è coinvolgere i fornitori, che hanno i loro vincoli. A livello collettivo, dobbiamo considerare la standardizzazione di questi dati. La tracciabilità è uno strumento e dovrebbe essere un mezzo di trasformazione: ma la chiave è agire concretamente per trasformare la filiera.”
Audrey C., Responsabile Sviluppo, OXBOW:
“Negli ultimi anni, con l'introduzione di diverse normative, abbiamo constatato che la filiera produttiva è ben consapevole della possibilità di dover fornire dati. Si sta preparando e monitorando i cambiamenti normativi. L'aspetto più complesso è capire come organizzare la raccolta di questi dati in modo che non risulti eccessivamente onerosa per tutti gli attori del settore. Il coinvolgimento di tutti è fondamentale. Dobbiamo certamente evolverci, ma dobbiamo farlo con tatto. L'analisi dei dati è una fonte di apprendimento: offre opportunità e prospettive su cosa si può migliorare.”
Pantxika Ospital, Consulente Specialista PNP – Dottorato di Ricerca, e-SCM Solutions:
“PNP è uno strumento che consente nuovi utilizzi e risponde alle sfide del settore tessile e della moda. La tracciabilità è fondamentale nelle catene di approvvigionamento, che riuniscono aziende di diverse tipologie e dimensioni, spesso geograficamente distanti. Nel settore della moda e del tessile, garantisce l'affidabilità della continuità delle informazioni ed estende il suo ambito all'intero ciclo di vita del prodotto. Rappresenta una risorsa per le aziende che desiderano gestire al meglio la propria catena di approvvigionamento: verso una produzione più agile.”
Pantxika Ospital, che ha conseguito il dottorato un anno fa e vanta quattro anni di esperienza come consulente specializzata presso e-SCM, rimane al centro del gruppo di ricerca sulla tracciabilità e la trasparenza all'interno della Cattedra BALI. La e-SCM offre un portale per i fornitori che consente ai marchi di moda e lusso di ottimizzare e coordinare le proprie catene di approvvigionamento e le relazioni con i fornitori. Questo innovativo framework digitale mira a soddisfare le crescenti esigenze di tracciabilità, rafforzando al contempo la trasparenza nel settore.
L'evoluzione normativa rappresenta oggi una sfida importante per le aziende. Questo "tsunami" di nuovi requisiti di conformità sta costringendo i brand a ripensare radicalmente le proprie pratiche. Diverse normative chiave stanno guidando questa trasformazione, ciascuna delle quali impone obblighi specifici volti a disciplinare le pratiche del settore.
Tali normative non riguardano solo le aziende stesse, ma anche i prodotti specifici da esse realizzati, richiedendo un monitoraggio e un controllo più rigorosi dei processi produttivi.
Le riforme legislative francesi integrano questa dinamica di maggiore conformità:
Il Green Deal europeo fornisce il quadro di riferimento per questa trasformazione verso una produzione più sostenibile e circolare. Integrando la digitalizzazione nei processi industriali, questo piano mira a rendere l'Europa un modello globale per una produzione eco-responsabile. La transizione si basa in larga misura sulla raccolta dei dati, essenziale per misurare e ottimizzare l'impatto ambientale dei prodotti lungo tutto il loro ciclo di vita.
Per garantire la completa trasparenza, è ormai fondamentale per le aziende raccogliere dati in modo continuativo, passo dopo passo, anziché su base ad hoc. Integrare la raccolta dati in ogni fase del processo non solo mitiga gli impatti, ma aumenta anche l'affidabilità delle informazioni raccolte. La transizione verso una produzione sostenibile richiede quindi un approccio strutturato, in cui ogni fase sia documentata in tempo reale per facilitare la gestione delle prestazioni ambientali.
L'implementazione di questo quadro normativo sta ridefinendo i contorni della responsabilità e della trasparenza nel settore della moda e del lusso. In questo contesto, soluzioni digitali come il portale e-SCM consentono ai brand di soddisfare i requisiti di tracciabilità, trasparenza e sostenibilità, adattandosi al contempo agli standard europei in continua evoluzione.